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Cosa ci hanno detto le prime giornate di Serie A (in breve) – EP-1

EP-1

Dopo esserci lasciati alle spalle le prime due giornate di campionato, è ora di trarre le prime conclusioni, che pur non essendo sentenze, possiamo comunque già cerare di “vedere”  (o forse più correttamente pronosticare) quelle traiettorie che le squadre sembrano intraprendere.

Nonostante questa prima giornata si sia disputata senza tre partite (Lazio-Atalanta, Benevento-Inter e Udinese-Spezia), con la seconda già terminata, possiamo iniziare l’analisi per la stagione che verrà, analizzando in diverse puntate squadra per squadra quali sono le sensazioni, che sono la vera lifa di uno sport così imprevedibile come il calcio, aldilà dei meri tatticismi che nelle prime giornate, non possono che essere provvisori.

JUVENTUS

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Partiamo subito dalla regina della serie A, quella che resta ancora la squadra da battere. Si, perchè nonostante il cambio di allenatore che è avvenuto dopo un anno “sarriano”,  si è deciso a gran sorpresa di puntare sul neo allenatore Pirlo, una vecchia conoscenza bianconera. Una rivoluzione nella rivoluzione: di per se la scelta di Sarri aveva già scombussolato un po’ il pianeta juve, di fatto non nella tattica quanto nell’approccio, ma il Sarrismo juventino è un’altra (mancata?) storia ormai superata. Ora c’è il “professore” e il suo gioco è ancora molto misterioso, seppur propositivo e ha comunque mostrato una certa camaleonticità nei moduli: la prima giornata ha visto una difesa a 3 , mentre nella seconda un ben piu solido 4-4-2 / 4-3-3, segno che comunque, almeno in prima analisi, Pirlo non impone la sua dottrina, ma cerca di adattarsi. Se il palleggio è sembrato ottimo con la samp, con la Roma si è fatta decisamente più fatica, e la difesa sembra aver bisogno di essere registrata. In avanti invece la certezza è sempre lui, Cristiano Ronaldo, il campione al quale (troppo spesso?) ci si affida per risolverla, nell’attesa della definitva consacrazione di Kulusevski che non deve lasciarsi intimidire, ma sembra si stia ambientando molto bene. E Dybala? Inutile dire che il delizioso problema tattico della joya rimane, ma con lui in mezzo al campo la juve può solo fare un ulteriore salto di qualità, che sia lui il titolare e Morata lo faccia rifiatare?
In conclusione la squadra di Pirlo, nonostante qualche piccola incertezza dovuta inevitabilmente ad un cambiamento di allenatore (e repentinamente di modulo) sembra comunque più tonica rispetto all’anno precedente, e, se gli ingranagi cominceranno a girare tutti all’unisono, resta la squadra favorita per il torneo.

INTER

Dopo un estate tormentata dalla presunta “crisi” Conte- Società, con le pseudo-minacce del tecnico Salentino, finalmente il campo. I nerazzurri hanno cominciato esattamente come hanno finito: un gruppo affiatato, ma che ancora non sembra riuscire a mettere da parte la “pazzia” tipica interista, che vede però quest’anno un gruppo molto più folto e di qualità. Perchè se è vero che è partito un campione come Godin e lo stackanovista Candreva, è anche vero che sembra che Skriniar resterà e gli innesti di Kolarov (nonostante un impatto di sicuro non all’altezza) e Hackimi (molto bene pur da subentrante: di fatto ha riaperto la gara) hanno portato più scelte e dinamismo all’inter. Vidal nel mezzo da quella sicurezza che di sicuro non dava Gagliardini, anche se in campo si è visto solo per 15 minuti. Perisic è un incognita, ma non può essere considerato una zavorra. Nella somma, l’inter è apparsa tatticamente confusionaria, beccata a più riprese da una fiorentina che invece sembra avere le idee molto chiare, ma la forza della squadra è venuta fuori tutta. Di sicuro però il campionato non lo si può vincere strappando sempre i risultati all’ultimo respiro, occorre più disciplina e meno foga, fin quando non sarà così la juve resta favorita. Per fortuna per i nerazzurri, questa è solo la prima gara, e le sensazioni sono comunque positive.

MILAN

Nel segno della continuità, il Milan conferma la parabola crescente iniziata dall’arrivo di Pioli, che vede in Ibrahimovic il suo massimo apice di esecuzione: pochi fronzoli, palleggio non fine a se stesso e idee di manovra che a Milanello mancavano da un bel po’. Per chi se lo stesse chiedendo, Chalanoglu sembra aver finalmente trovato la sua posizione oltre che la fiducia, a Milano ormai si erano quasi dimenticati del perchè  l’avessero prelevato dalla Bundensliga. Nonostante la vicenda Rangnick, il Milan è riuscito a rimanere compatto e a non destabilizzarsi, avendo il coraggio di investire su Ibra e sui giovani: se Leao è ancora indecifrabile, Brahim Diaz ha dato qualche segnale positivo nei pochi minuti giocati e Castillejo non ha sfigurato per niente. Kessie appare in palla e la difesa solida, con il solito  ottimo Gigio Donnarumma a mettere le pezze nelle poche sbandate di Kjaer e compagni. Piacevolissima sorpresa Colombo, ma bisogna prendere con le pinze questi esordi, perchè il rischio di bruciare un talento e creare malumori nello spogliatoio è alto. Nonostante il Crotone sia stato un avversario sicuramente poco temibile, il milan sembra convincere e il piazzamento Champions non è un utopia.

NAPOLI

Quando si parla della nuova stagione del Napoli non si può che avere un sussulto alla lettura della voce “acquisti”: De Laurentiis, dopo il colpo non troppo riuscito Lozano dell’anno precedente, ha deciso di investire ancora di più su un giovane attaccante che ha mostrato grandi cose in Ligue 1, il quale risponde al nome di Osimhen. Il nuovo velocissimo attacante azzurro si è ritagliato subito uno spazio importante del Napoli di Gattuso, segnando subito in precampionato e mostrando grande affiatamento co i compagni di reparto. Ma un’altro acquiso sembra proprio Lozano, in crescita rispetto alle prestazioni incolori dell’anno precedente. Nonostante le voci di mercato, Koulibaly non  non è apparso distratto e anche il redivivo Hysaj con storici corteggiamenti esteri ha risposto presente con buoni voti. La squadra di Gattuso è coesa e gioca in maniera propositiva, alta, guai a parlare di catenaccio seppur la compattezza non manca.  Insigne sembra finalmente essere arrivato alla maturazioe calcistica e umana soprattutto nelle veci di capitano, e l’entusiasmo di Mertens, vero leader, è contagioso oltre che efficace in fase d’attacco. È vero che il Genoa si trova in una situazione particolare (vedi covid) ma anche nella prima con il Parma la squadra ha convinto. È lecito quindi aspettarsi buonissime (se non grandi) cose da questo Napoli, che lasciando il riflettore sulle altre, sta costruendosi un’identità forte. Sicuramente il piazzamento può essere più alto dell’anno precedente, e chissa che non ritorni ad essere il Napoli schiacciasassi di Sarri, con in più però magari una cattiveria nell’ammazzare le partite che nei momenti salienti è forse venuta meno negli anni d’oro.

ROMA

Altro anno, altra società, ma la sostanza resta la stessa. Anche quest’anno la Roma è diventata orfana di uno dei suoi migliori giocatori, ossia Zaniolo. Ha messo nell’organico l’esperto Pedro (che però ancora non ha dato prova di un apporto importante) in attesa del leader difensivo Smalling, che però è stato rimpiazzato dal sicuro Kumbulla e lo stesso Ibanez sembra reggere bene i gradi da titolare anche se il Verona prima e la Juve poi hanno trovato il modo di sfondare diverse volte, ma c’è da dire che comunque i gialloneri non hanno trovato la rete e la juve ha segnato su rigore e con il solito CR7.  La confusione societaria sembra minare e allo stesso tempo trovare alibi alla gestione Fonseca, che si affida in maniera importante al leader tecnico Mhikhitarian, con Dzeko che non si è visto alla prima, e che poi ha offerto una buonissima prova con la juve, si confida quindi nella sua professionalità. Spinazzola è una certezza, Veretout padrone assoluto del centrocampo a differenza dell’arretrato Pellegrini. La squadra ha sicuramente potenziale, ma deve forse trovare più serenità e gli errori societari (vedi Diawara) non aiutano sicuramente. La sensazione è che bisognerà lottare per l’Europa League, in attesa di rinforzi e di un vice Dzeko a meno di una settimana dalla fine del mercato.

Nel prossimo articolo analizzeremo altre 5 squadre della nostra serie A, restate connessi!

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